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selezione lavori /selected works

co-housing
Vicenza


Il progetto interpreta l’abitare condiviso attraverso una sequenza di volumi a falde, inseriti nel pendio delle colline vicentine. Il legno dei fronti superiori dialoga con il basamento chiaro; portici e terrazze costruiscono una soglia continua tra ambienti domestici e paesaggio. Gli spazi comuni danno forma architettonica alla dimensione collettiva dell’abitare.


foto: Francesco Castagna 




Vista serale attraverso le aperture della facciata, con scala e illuminazione interna visibili — Casa unifamiliare, Treviso.

casa unifamiliare

Treviso


Un volume superiore rivestito in lamiera grigia si sovrappone a un basamento bianco, definendo una presenza misurata nel tessuto residenziale. All’interno, scala e passerella organizzano il vuoto a doppia altezza. La luce dall’alto e gli affacci sul giardino mettono in relazione superfici, percorsi e profondità dello spazio domestico.

foto: Francesco Castagna 



spazio espositivo  Fondazione Coppola

Torrione di Porta Castello  Vicenza


Un volume superiore rivestito in lamiera grigia si sovrappone a un basamento bianco, definendo una presenza misurata nel tessuto residenziale. All’interno, scala e passerella organizzano il vuoto a doppia altezza. La luce dall’alto e gli affacci sul giardino mettono in relazione superfici, percorsi e profondità dello spazio domestico.


foto: Francesco Castagna 



reception  Fondazione Coppola

Torrione di Porta Castello  Vicenza


L’accoglienza prende forma attraverso pochi elementi: il banco, la parete a nicchie arcuate e le sedute perimetrali pensate come micro architetture che definiscono una misura entro lo spazio voltato, lasciandone riconoscibile la geometria. La luce sospesa unifica l’ambiente e accompagna il passaggio dalla città al percorso espositivo del Torrione.


foto: Francesco Castagna 



attico 

Brera — Milano


Lo spazio domestico si distende lungo la vetrata, assumendo il paesaggio dei tetti come decorazione dell’interno. Armadiature continue e isola della cucina ordinano l’ambiente senza frammentarlo. Il legno del pavimento, le superfici chiare e la luce indiretta costruiscono un linguaggio essenziale, nel quale falde e aperture amplificano la qualità spaziale.



con Nicola Fabris

foto: Francesco Castagna 



ristorante Tam 

Vicenza


Il progetto mette in tensione la consistenza dell’architettura storica e la leggerezza delle superfici trasparenti. Il banco diventa un elemento continuo, attraversato da riflessi dicroici che coinvolgono pareti e pavimenti. Travi, colonne e aperture mantengono il legame con il luogo; luce e arredi introducono un’identità contemporanea riconoscibile.



con Nicola Fabris

foto: Francesco Castagna 



residenza unifamiliare

Treviso


L’impianto interno si costruisce attraverso aperture ampie, visuali profonde e una continuità tra soggiorno, pranzo e cucina. Il legno dei pavimenti accompagna il percorso, mentre superfici bianche e tessiture murarie distinguono i piani dello spazio. Ai livelli superiori, scala e copertura a vista articolano una sequenza domestica raccolta e luminosa.


foto: Francesco Castagna 



stabilimento industriale

Venezia


Il volume compatto acquista ritmo attraverso l’alternanza di campiture scure e fasce vetrate verticali. Il percorso verticale, reso visibile nell’angolo trasparente, introduce un segno riconoscibile nell’involucro produttivo. La geometria dei fronti traduce la scala industriale in un linguaggio più misurato, capace di esprimere identità attraverso proporzioni, luce e dettaglio.



con Nicola Fabris

foto: Francesco Castagna 



ristorante pizzeria Mandrillo

Treviso


La sequenza degli ambienti è accompagnata da fasce luminose che si accostano alle travi a vista. Il progetto lavora sul contrasto tra la consistenza delle superfici e la variazione del colore, distinguendo banco, percorsi e sale. La luce non puntiforme ma per superfici continue, diventa parte del linguaggio architettonico e restruisce continuità tra spazi differenti.


foto: Nicoletta Aveni, Barbara Stallone 



negozio abbigliamento Rione Fontana

Venezia Mestre


Il progetto organizza lo spazio commerciale intorno alla scala e al rapporto visivo tra i livelli. Superfici bianche, murature dalla tessitura lasciata leggibile e strutture espositive leggere compongono un ambiente unitario. Il bancone principale si impone come presenza monolitica in dialogo con il corpo scala. Specchi e soffitti luminosi ampliano la percezione dello spazio, mantenendo gli abiti al centro dell’esperienza.


foto: Alberto Bevilacqua



negozio abbigliamento Rione Fontana

Cassola Vicenza


Un tendaggio continuo definisce il perimetro dello spazio, contrapponendo una superficie morbida alla struttura scura del soffitto. Gli espositori leggeri lasciano leggibili le visuali interne. I corpi illuminanti cilindrici, sospesi o disposti intorno ai pilastri, trasformano elementi funzionali in segni riconoscibili e conferiscono ritmo e identità all’ambiente commerciale.


foto: Roberto Manzotti



appartamento

San Martino di Castrozza Trento


Il legno con fiammature pronunciate costruisce una continuità tra pavimenti, rivestimenti e arredi, conferendo unità agli ambienti dell’appartamento. Porte e contenitori si integrano nelle pareti, rendendo essenziale la distribuzione. La luce indiretta accompagna le superfici, mentre le aperture mantengono il rapporto con il paesaggio montano, riferimento costante dello spazio domestico.


foto: Barbara Stallone



negozio abbigliamento Rione Fontana

Montebelluna Treviso


Le vetrine su due livelli stabiliscono una relazione diretta tra lo spazio commerciale e la strada. All’interno, volumi scuri e superfici bianche ordinano l’esposizione, mentre scala e parapetti trasparenti collegano gli ambienti. I tagli luminosi sottolineano la geometria del progetto e ne rendono riconoscibile la presenza anche nelle ore serali.


foto: Alberto Bevilacqua



studio professionale Capta

Vicenza


Il progetto ricerca flessibilità percettiva attraverso partizioni chiare, tende e superfici continue. I percorsi sono scanditi da linee luminose che evidenziano margini, aperture e profondità. La variazione cromatica modifica il carattere degli ambienti senza alterarne l’ordine geometrico, affidando alla luce una parte sostanziale della percezione dello spazio e dell’identità dello studio.


foto: Roberto Manzotti



showroom e uffici T-studio

Padova


Accoglienza, esposizione e lavoro trovano una misura comune nella relazione tra arredi, partizioni e luce. Elementi luminosi circolari caratterizzano gli spazi d’incontro; sequenze rettangolari accompagnano le postazioni operative. Entro l’involucro in laterizio, il progetto costruisce un paesaggio interno articolato, nel quale le diverse funzioni restano leggibili e connesse. Interventi grafici a scala architettonica completano e caratterizzano l’identità dello studio.


foto: Roberto Manzotti / Roberta Temporin



villa unifamiliare

Vicenza


La villa si articola lungo il terreno in pendenza attraverso volumi, muri e piani orizzontali. Superfici bianche, rivestimenti in pietra color sabbia e campiture in legno scuro distinguono le parti senza interrompere l’unità dell’insieme. Portico, piscina e aperture prolungano lo spazio domestico verso il paesaggio, costruendo una successione di soglie tra interno e giardino.



con Vittorio Longheu

foto: Federica Bottoli


Biomax headquarters

Vicenza


La sede organizza accoglienza, lavoro e incontro attraverso una gerarchia chiara degli spazi. La scala scura assume un ruolo centrale e ordinatore, mentre le partizioni vetrate mantengono continuità visiva tra gli ambienti. Superfici grafiche e pannelli luminosi caratterizzano le aree comuni, traducendo l’identità aziendale in un’esperienza architettonica riconoscibile.


con Vittorio Longheu


foto: Marco Zanta


complesso direzionale ex Vidal

Venezia Mestre


Il progetto compone volumi chiari e grandi superfici vetrate, misurando la propria presenza rispetto agli edifici dell’area. La fascia superiore scura dà conclusione ai fronti e ne rafforza l’unità. Negli spazi comuni, luce dall’alto e partizioni trasparenti accompagnano i percorsi, mettendo in relazione accessi, scala e ambienti di attesa.


foto: Roberto Gennari Feslikenian


villa unifamiliare

Vicenza


Il basamento in pietra, le superfici brune e i volumi bianchi definiscono una composizione per strati. Aggetti e logge introducono profondità nei prospetti e mediano il rapporto con il giardino. All’interno, la scala articola il collegamento tra i livelli, contrapponendo alla geometria esterna una sequenza di rampe e pianerottoli curvi.


con Vittorio Longheu


foto: Marco Zanta


residenza unifamiliare

Treviso


Il progetto accosta un volume bianco a superfici grigie scandite da giunti orizzontali, costruendo un equilibrio tra compattezza e apertura. Le vetrate del piano terreno e il grande riquadro superiore instaurano un rapporto diretto con il giardino alberato. La vegetazione partecipa alla percezione dell’edificio, filtrandone le viste e misurandone la presenza.




ampliamento hotel  Igea Suisse

Abano Terme Padova


L’ampliamento interpreta la facciata come una sequenza di cornici, schermature e superfici arretrate. Gli aggetti orizzontali ordinano il prospetto; le lamelle introducono profondità e modulano il rapporto tra apertura e protezione. Il rivestimento superiore in legno conclude la composizione e conferisce al volume una riconoscibilità misurata.



con Vittorio Longheu



farmacia Santarello

Zero Branco Treviso


L’ambiente di vendita è organizzato attraverso un banco continuo, arredi chiari e una distribuzione leggibile degli espositori. Le superfici luminose a soffitto distinguono gli ambiti e introducono variazioni cromatiche. Le vetrine mettono in relazione l’interno con lo spazio pedonale alberato, facendo dell’accoglienza un tema comune all’architettura e al servizio.


foto: Nicoletta Aveni


restauro Villa Onigo  nuova sede comunale

Trevignano Treviso


Il riuso della villa come sede comunale mette in relazione conservazione e accessibilità degli spazi. Passerelle, scale e parapetti chiari introducono nuovi percorsi entro gli ambienti decorati, distinguendosi dalle superfici storiche. La trasformazione valorizza l’edificio attraverso un uso collettivo, riconoscendo nella continuità della sua vita una risorsa per la comunità.



con Vittorio Longheu

foto: Vincenzo Carano


bar ristorante Fresco d'estate

Treviso


Un volume basso e allungato segue la sponda, assumendo l’orizzontalità dell’acqua come riferimento compositivo. Legno, superfici bianche e vetrate articolano il padiglione senza appesantirne la presenza. La terrazza coperta estende lo spazio del ristorante verso il paesaggio e costruisce una relazione ravvicinata tra architettura, vegetazione e riflessi.


premio nazionale di architettura luigi cosenza - primo premio

premio di architettura città di oderzo - primo premio


con Vittorio Longheu / Paolo Bornello

foto: Marco Zanta